Riaprirà i battenti il casinò di Taormina?

La situazione odierna in cui sono solo quattro i casino terrestri italiani, precisamente Sanremo, Venezia, Campione e Saint Vincent non è sempre stata così. Dal 1962 al 1965 Taormina ha ospitato una casa da gioco, e da allora la città si batte per la riapertura al pubblico del casinò locale. 

Durante gli anni la giustificazione del rifiuto di aprire altri casinò, soprattutto nel sud dell’Italia è stat quella di voler evitare che la malavita sfruttasse le case da gioco per riciclare denaro sporco. Come se negli altri casinò terrestri esistessero metodi migliori per evitare il riciclaggio. 

Come sostiene Ignazio la Russa di Alleanza Nazionale, ogni regione che chiede di aprire un casinò sul proprio territorio dovrebbe ricevere l’autorizzazione a farlo, e bisognerebbe finire con le discriminazioni in questo settore. È vero che all’epoca i quattro casinò tuttora attivi avevano ricevuto il permesso di operare per evitare che i giocatori si recassero nei casinò dei paesi confinanti, essendo i quattro casinò in questione localizzati in regioni di confine. 

I moralisti che citano la salvaguardia dei cittadini e dei loro soldi non hanno avuto però problema con le sale bingo in cui le casalinghe si giocano pensione e soldi della spesa o le newslot davanti alle quali rimangono inchiodati per ore giocatori compulsivi.

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